5 Sep 2017

Blizzard e la politica di bilanciamento delle classi: le considerazioni di Bertels

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Dopo molti anni passati a giocare a titoli Blizzard, mi sono reso conto che molte cose che i giocatori più hardcore, di cui faccio parte, vedono come errori sono in realtà scelte oculate e calcolate nel dettaglio.

Perché un mazzo come il Secredin non è stato mai toccato da nerf nonostante la sua indiscussa supremazia sul meta del periodo? E cosa più sconcertante, perché invece un mazzo come il Quest Rogue è stato nerfato nonostante avesse tutto il reparto aggro come counter naturale?

Casual, corsia preferenziale

L’idea che mi sono fatto a riguardo è che Blizzard, come azienda di successo, dia più peso ai giocatori più casual, che ricoprono il 90% della community totale del gioco, e che tenda a diminuire il divario tra loro e i giocatori più assidui sfruttando mazzi che diano l’impressione di essere vincenti a tutti, andando a nerfare – o direttamente a distruggere – i mazzi più skill intensive, come il vecchio Patron per esempio.

Questa politica trova continuità anche nei tool per analizzare le proprie prestazioni dentro al gioco, dove troviamo annoverati solo i nostri successi e non le sconfitte, per evitare che il giocatore medio si renda conto di quanto effettivamente perda.

Ma queste scelte non andranno ad uccidere il competitivo del gioco? La risposta a mio avviso è no.

Competitive shall live

Il competitivo di oggi non segue i parametri del passato. Ora i numeri che fa un gioco in termini di visualizzazioni di eventi esport contano di più di qualunque cosa, e avere un gioco che può contare su milioni di persone che guardano ai tornei come ad un mondo accessibile e non un sogno irraggiungibile è quello di cui il movimento ha bisogno.

È altrettanto vero che con questa politica alcuni giocatori professionisti si sono disinnamorati del gioco e hanno deciso di fermarsi completamente o di prendersi una pausa, ma comunque sono numericamente inferiori rispetto al ricambio di nuovi giocatori che si affacciano ogni giorno nella scena competitiva della Taverna.

Ovviamente da giocatore professionista mi piacerebbe giocare ad un gioco bilanciato che lasci poco spazio a chi è meno abile, ma d’altro canto sono contento se il gioco gode di ottima salute e soprattutto se ci sono molti giocatori vogliosi di lanciarsi nel competitivo e nei tornei. Resta comunque il fatto che al momento nel lungo periodo si nota ancora la differenza tra un giocatore preparato e uno improvvisato e questo è ciò che importa.

Druido ‘nun te temo’

Finalmente, dopo lo spettacolo degli European Playoff, Ben Brode ha tweetato che verranno presi provvedimenti riguardo il Druid nel breve periodo. Forse si sono resi conto che questa volta hanno creato un mazzo che non ha counter, e dopo ripetute denunce da parte dei giocatori pro si sono decisi a correre ai ripari.

La speranza è che facciano un nerf oculato e che non ammazzino totalmente le carte come è stato fatto in passato. Cosa ne pensate? Secondo voi è giusto favorire i giocatori pro o le masse?

 


Hearthstone professional player | underestimated vocalist | millenium hashtag: #polloisonfireeeeeee






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