17 Sep 2017

Dreamhack Montreal: per Bertels è un’esperienza da fare e da rifare!

La scorsa settimana è stata per me una delle più importanti esperienze della mia vita da giocatore professionista. Mi sono trovato ad affrontare un torneo con un viaggio intercontinentale per la prima volta da solo e non in team.


E’ stata una bellissima esperienza, al di là del risultato, che mi ha dato ancora più voglia di fare e tanta sicurezza sul fatto che questa sia la strada che voglio percorrere nel mio futuro.

Inutile sollevare le solite polemiche riguardo al gioco che, si sa, sta passando un periodo poco roseo per il bilanciamento. Quando sono partito sapevo cosa aspettarmi e che vincere sarebbe stato molto difficile; ma non sono andato a Montreal per vincere, ma perchè avevo tanta voglia di aggiungere un tassello alla mia preparazione professionale, una nuova esperienza che mi potesse arricchire, e cosi è stato.


Ho finalmente potuto giocare in streaming, cosa che mi interessava fare da parecchi Dreamhack per vedere effettivamente cosa significasse sentirsi gli occhi puntati da molte persone e dover giocare in una situazione sconfortevole con il white noise nelle orecchie.

Il risultato purtroppo non ha rispecchiato la mia prestazione ma nonostante questo sono contento perchè, ad eccezione del freddo cane che ho patito, mi sono trovato perfettamente a mio agio.

Dopo la sfortuna perpetua nel Main Event ho deciso, complice soprattutto il fatto che il torneo fosse in modalità conquest, di cimentarmi nel Side Event dove invece sono partito col piede giusto portandomi sul 3-0 a fine giornata.


Il giorno successivo dopo una battuta d’arresto mi sono portato sul 4-1 raggiungendo il terzo posto ad un solo turno dalla fine della svizzera. Non nascondo che a quel punto mi sentivo la top 8 in tasca, anche perchè facendo i calcoli solo una mia sconfitta, e l’incastro sfortunato di altri quattro scontri, mi avrebbe portato fuori dalla top 8, cosa che poi è successa.


Un decimo posto che mi ha lasciato l'amaro in bocca a causa del mio primo avversario, ritiratosi dal torneo distruggendomi cosi il tie break e permettendo a due dei miei avversari - che avevo battuto durante la svizzera, ndr - di superarmi nonostante avessimo tutti lo score di 4-2.

Purtroppo è andata com’è andata ma nonostante la batosta non vedo l’ora che arrivi il prossimo Dreamhack e non vedo l’ora di affrontarlo con i miei compagni di team!


Consiglio a chiunque sia nella posizione di dover decidere se andare a un Dreamhack di tentare, di provarci! Perchè comunque vada è un'esperienza che, se siete interessati a giocare ad un livello superiore, vi arricchirà tantissimo.


Ringrazio il Team QLASH per avermi seguito in quest’avventura e, nonostante fosse una mia iniziativa out of schedule, mi abbia appoggiato mandandomi il mio team manager e responsabile stampa Claudio Poggi che è stato, insieme a tutto il resto dei ragazzi addetti ai lavori, un grande compagno di avventure.


Hearthstone professional player | underestimated vocalist | millenium hashtag: #polloisonfireeeeeee







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