Considerazioni a caldo post-DreamHack Montreal

13 Sep 2017

Tre cose che ho imparato dal DreamHack Montreal 2017

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Come saprete, nei giorni scorsi ho avuto il privilegio di seguire le avventure di ‘Elazer’ e ‘Bertels’ al DreamHack Montreal 2017.

È stata una (quasi) settimana intensa, che oltre a un jet-lag non indifferente causa volo di ritorno non propriamente comodissimo – signore sulla sessantina amante della birra e del whisky, che eri seduto accanto a me: sì, ce l’ho con te – mi ha lasciato diversi spunti di riflessione.

Tre, per la precisione.

1 – Un Hearthstone Grand Prix posso vincerlo pure io

Onore a ‘Muzzy’, ottimo giocatore che sicuramente ha meritato la vittoria, ma anche un non-professionista come me ormai si è accorto che, a parità di preparazione, ogni match è un lancio della monetina.

Prova ne sia non solo la vittoria di tale ‘Hariseldon’ a Valencia, ma anche l’ingresso in Top 16 a Montreal di giocatori come ‘Seohyun628’, di cui allego diapositiva esplicativa:

Ora: d’accordo i misplay, ma qui significa avere la testa completamente da un’altra parte o più semplicemente essere arrivati lì grazie alla Dea Bendata.

Che il meta sia particolarmente RNG-based non lo dico io, ma lo si mormora tra i tavoli dell’Hearthstone Grand Prix ormai da parecchio tempo…

2 – StarCraft II è un gioco davvero figo…

Sono pronto alla lapidazione, ma devo confessare che i giochi a tema fantascienza mi hanno sempre fatto piuttosto schifo. Eppure seguire il WCS di StarCraft II è stata una delle esperienze più elettrizzanti che io abbia mai vissuto in ambito giornalistico.

Vedere da vicino l’incredibile capacità di concentrazione dei giocatori, i loro riflessi, la loro coordinazione occhio-mano, mi ha lasciato più volte a bocca aperta.

Forse StarCraft II non sarà mai il mio gioco preferito, ma sicuramente d’ora in poi avrò moooolti meno pregiudizi nei confronti di questo genere.

3 – … ed Elazer è un mostro

A Montreal ho conosciuto dal vivo Mikołaj ‘Elazer’ Ogonowski, acquisito dal Team QLASH dopo la vittoria al WCS Valencia. A prima vista un ragazzo come ce ne sono tanti, timido e gentile, ma capace di trasformarsi letteralmente una volta alle prese con StarCraft II.

A di là della top 4 e della finale soltanto sfiorata (ha perso 3-2 da un altro fenomeno come ‘Snute’ in semifinale), ‘Elazer’ mi ha colpito per la sua grande determinazione, per la sua cura di ogni dettaglio, per la maniacalità del suo allenamento.

Non ho timore di affermare che la sua carriera sia soltanto iniziata e che sentiremo parlare ancora piuttosto spesso di lui.


giornalista sportivo | blogger, traduttore e web content curator di prima generazione | appassionato di poker | concertista mancato | sbustinatore folle | nerd







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